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CANALE SOCCORSO

a cura di Paolo Badii


(Ruggero B. - Pisa) Sull'incontro, il primo, di una serie di tre, riguardante la possibile riserva di un canale, di quelli assegnati ai concessionari CB (punto 8 art. 334 del codice postale), ho l'impressione che Lei non sia sufficientemente informato. Le trascrivo il testo del telegramma di convocazione da parta del Ministero PT:

«DCSR/5/2/PROT 01/RDA – QUESTO MINISTERO EST STATO INTERESSATO DA ASSOCIAZIONE ANGLAT SCOPO ESAMINARE POSSIBILITÀ COLLEGAMENTI RADIOELETTRICI PER ESIGENZE ASSISTENZA AD HANDICAPPATI PUNTO-STANTE CARATTERE SOCIO UMANITARIO INIZIATIVA CUI TRATTASI QUESTA DIREZIONE CEN-TRALE INDICE APPOSITA RIUNIONE PER GIORNO 23 APRILE ORE DIECI ONDE APPROFONDIRE CON CODESTA ASSOCIAZIONE PROBLEMATICA RELATIVA ET PERVENIRE AT ADEGUATE IDONEE SOLUZIONI PUNTO - PER EVENTUALI DELUCIDAZIONI CLUB IN INDIRIZZO POSSONO RIVOLGERSI NUMERO TELEFONICO
(segue numero e firma)".

Dopo questa ed altre due riunioni, si tratta dell'anno 1981, fu noto il telescritto con la riserva sul canale 9. Sarebbe quindi facile dichiarare/in particolare per l'associazione a cui si riferisce (LANCE CB), di avere contribuito ad ottenere quella riserva, per altro non sorretta da alcuna disposizione normativa.
Posso assicurare che LANCE CB espresse molte perplessità, sino a chiedere in sede di Commissione, nel 1982, una revoca, se di revoca si può parlare, del telescritto.
Personalmente non sono mai stato molto favorevole ad una riserva di alcun canale per emergenze, nel modo con cui attualmente si vorrebbe attuare, nelle e con le 23 frequenze assegnate ai concessionari CB. Ciò non significa che non possa essere una richiesta accolta dal Ministero PT. Mi permetto di invitarla a riflettere su quanto segue: se si instaura il principio di riserva, sulle 23 frequenze CB. Di un canale, che cosa esclude, per altri motivi, non possano nascere altre riserve su altri canali? Per non ripetermi qui troverà pubblicato, quanto ho scritto nell'agosto 1980 sul quotidiano LA NAZIONE. Sono dell'opinione che si tratta di un problema aperto e su cui gioverebbe maggiore chiarezza.

CONTRASTI

La normativa non rispecchia la realtà di quello che è il fenomeno delle ricetrasmissioni CB sui 27 MHz. Nello stesso tempo c'è da parte degli utilizzatori un chiedere, alla ricetrasmissione CB, un uso che contrasta con lo stesso mezzo, il baracchino, e le caratteristiche dei 27 MHz.
Quando scrivo che la normativa non rispecchia la realtà di esercizio CB. Non intendo riferirmi al contrasto, di natura commerciale, tra norme di omologazione italiane e produzione asiatica di apparati, costruiti secondo norme di omologazione statunitensi.
È una opinione richiedere che le norme di omologazione italiane ed europee si adattino a quello che viene prodotto in alcuni paesi di un altro continente, per un mercato che non è il nostro. Come opinione è quindi naturale che vi sia chi non la condivide o chi sia favorevole.
Da parte CB, ed in questo caso è l'opinione della Libera Associazion.e Nazionale Concessionari Elettroricetrasmissioni CB (LANCE CB), il problema sul tema non dovrebbe esistere nei termini spesso ascoltati che si adattano a quelli che sono gli interessi, legittimi, commerciali.
Sulla produzione di apparati omologati LANCE CB richiede che sul mercato italiano vi siano apparati, qualitativamente, costruiti per essere omologati con una potenza massima di 5 watt.
Che ciò sia possibile c'è il parere tecnico del Doti. Marino Miceli. Il problema è nell'esistenza, in mano di migliaia di cittadini italiani con finalità non commerciali, di apparati non omologati od omologati a termine.

REALISTICA

Per questo problema il Ministero PT dovrebbe adottare una azione realistica, ricordando che il divieto di uso può avere come conseguenza una potenziale utenza clandestina e fare pagare, in termini quantificabile in denari, una spesa avvenuta in assenza di norme concretamente cautelative sia nei confronti del rispetto delle norme scritte, sia in quella d'uso, che vuole che all'acquisto di un bene corrisponda l'utilizzazione per cui questo può identificarsi.
Solo recentemente (D.M. PT 29/12/80 Ministro Di Giesi) il mercato dovrebbe presentare all'acquisto soltanto apparati omologati ed omologati a termine (D.M. PT 29/12/81 e 23/11/82).
In questo modo l'acquirente sarebbe cautelato nel possesso di un apparato sicuramente concessionabile.
C'è però il problema dell'usato non omologato che ripropone «pari, pari» l'osservazione sulle conseguenze del divieto.
Ecco dunque che si ripresenta in tutta la sua validità, la proposta di LANCE CB di assicurare agli apparati non omologati, in possesso dei singoli cittadini, un riconoscimento all'uso fino al termine del funzionamento.
Sul termine concessione e la sua validità, voglio ricordare quanto LANCE CB propose in sede di Commissione Ministeriale PT: venga data una interpretazione autentica e chiara.
Da parte CB non può essere richiesto alle ricetrasmissioni sui 27 MHz una utilizzazione che modifica l'ambito del collegamento, trasformando il mezzo usato in una stazione radio, predisposta al rapporto quasi sicuro con le grandi distanze. L' occasionalità, nella potenza di 5 watt, è un aspetto convincente del comunicare CB. Diversamente può trattarsi di una trasposizione dell'uso radioamatoriale sui 27 MHz. Molti di coloro che si avvicinano adesso, od in tempi non lontani, alla CB non conoscono una delle «battaglie" per il riconoscimento delle CB che verteva proprio su questo problema.
Se le ricetrasmissioni CB erano un duplicato della pratica radioamatoriale avevano già una loro collocazione. Solo nel caso che la CB non fosse una pratica radioamatoriale il suo riconoscimento non poteva non venire negato. E cosi è stato.
È cosa certa, dagli anni '70 ad oggi, la CB si è modificata, allargandosi in termini di canali (da 23 a 34), ma tendente a restringersi per la palese utilizzazione che ne viene fatta.
Può darsi che una forma avente carattere radioamatoriale venga a prendere posto nella CB. Si tratta però di modificare il concetto di CB o se si preferisce la sua definizione, c'è il pericolo però che invece di essere accolto, porti a norme restrittive, per ridarla sempre più nell'ambito cittadino, senza neppure quella casualità del collegamento a lunga distanza.

Elettronica Viva • Aprile 1983 • N. 33

 

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