FIRENZE Un milione di
italiani che usano la cosiddetta “ banda cittadina”
o “CB”per parlarsi tra loro sulla frequenza dei
27 Mhz (resi spesso utili in molte calamità naturali
), potrebbero essere considerati fuori legge e praticamente
dovrebbero cessare di usare le ricetrasmittenti nonostante
siano in possesso della concessione rilasciata dal ministero
delle Poste. Una recente sentenza (la 1030) della Corte costituzionale
ha stabilito, infatti, che non occorre più la concessione
ministeriale (articolo 334 del codice postale) e che tale
concessione, prevista fino al novembre scorso, deve essere
sostituita da un’autorizzazione “Il guaio è
che nessun cb sa a chi rivolgersi per ottenere questa autorizzazione.
Né le poste hanno direttive precise al riguardo”.
Lo ha detto Paolo Badii presidente centrale della <<Libera
associazione nazionale concessionari elettroricetrasmittenti>>
(LANCE) che ha sedi in tutte le province d’Italia con
molte migliaia di iscritti. "Si sa -ha proseguito Badii-
che il ministro delle Poste on. Mammì sta facendo il
possibile per risolvere questa controversia che, tra l’altro
ha paralizzato tutti i compartimenti regionali delle poste
i quali non possono convalidare per il 1989 le concessioni
già rilasciate, né evadere le migliaia di richieste
di nuove concessioni, né riscuotere il canone annuo
che è di lire 15 mila per ricetrasmittente. Purtroppo
non hanno neppure istruzioni su come i cb debbono comportarsi".
" Con le nuove disposizioni lo Stato vedrebbe decurtata
una voce d’entrata di circa 5 miliardi all’anno"
ha aggiunto Badii.
da LA NUOVA VENEZIA
20 gennaio 1989