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IL DEFIBRILLATORE

PROGGETTO DI ISTITUZIONE DI UNA UNITA’ MOBILE DI DEFIBRILLAZIONE

1) ANALISI ED EVIDENZA STATISTICA DELL’ARRESTO CARDIO-CIRCOLATORIO (ACC).

In Italia, dati ISTAT 2004 alla mano, sono 160.000, ogni anno, le persone colpite da ischemia e da infarto (si tratta di un infarto ogni tre quattro minuti ). Di queste circa 50.000 (uomini sopra i 45 anni e donne oltre 65) non ce la fanno a superare la crisi. La letteratura e l’esperienza scientifica mondiale ci dice che la possibilita’ di salvare la persona colpita da Arresto Cardiaco Circolatorio (ACC) si riduce del 10% ogni minuto che passa dall’inizio dell’evento, dopo cinque minuti il cervello e il cuore subiscono danni gravissimi e irreversibili, tali da compromettere la stessa sopravvivenza del soggetto rianimato.



2) PREVENZIONE COME UNICA TERAPIA EFFICACE.

L’unica terapia efficace e comprovata, dunque, che deve essere eseguita precocemente, è la defibrillazione precoce (DP), abbinata ad una Rianimazione Cardio Polmonare (RCP).
Recenti studi italiani, dopo l’istituzione del servizio del 118, hanno dimostrato che la percentuale di sopravvivenza dei soggetti colpiti da ACC che giungono al ricovero ospedaliero è del 90 %, se la defibrillazione è somministrata entro 4 minuti dall’arresto,ed essa scende al 50% se tale pratica viene effettuata tra i 4 e gli 8 minuti, per precipitare al 30% se effettuata oltre gli 8 minuti.
Un trattamento immediato, entro i termini indicati, con Defibrillazione precoce, effettuato da un soccorritore opportunamente addestrato alle manovre RCP e Dpin attesa dell’arrivo dei mezzi (118) del Sistema Sanitario Nazionale, allertati dal sistema di emergenza, può ridurre di molto la mortalità, per alcuni persino del 40 – 50 %. In ogni caso questa è una sfida che deve essere accolta da tutta la società, che non può essere, e non è, solo un problema del SSN, ma che deve riguardare la intere comunità locali.
Vada sé, che per dare una risposta positiva al problema, esso debba essere affrontato da parte di tutti i soggetti, istituzionali e non, che operano sul territorio, in una logica di coordinamento e collaborazione nel fronteggiare la emergenze di questo tipo.
La legge n. 120 dell’8/03/2001 ha consentito di fatto, per la prima volta,l’uso del defribillatore semiautomatico, in sede exstraospedaliera, anche a personale sanitario non medico.
Precedentemente era necessario il preventivo consenso dell’autorità medico – legale locale.
Questa legge – nel quadro di un’ormai acquisita e matura cultura della prevenzione e di contrasto degli esiti mortali delle malattie cardiovascolari (ACC) – consente, dunque, aumentandone di fatto le potenzialità ed i risultati conseguibili,ad un gran numero di soggetti, cosiddetti “laici”, di poter accedere, durante operazioni di soccorso, all’uso del defibrillatore, senza per ciò incorrere, come accadeva in passato, in responsabilità, di natura anche penale.
A parte i soliti settori sanitari della P.A., deputati all’emergenza ed al pronto soccorso, che deve essere, con riguardo ai tempi di intervento, quanto più immediato possibile – (perché il tempo, in tali patologie, si rivela fondamentale, come si vedrà),- tutta una serie di nuovi soggetti potranno essere utilizzati, compatibilmente con i rispettivi compiti di istituto, nell’azione di soccorso, prevenzione ed assistenza. Si pensi,sul versante istituzionale, ai: VV.FF., VV.UU, Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, ecc.ecc., non escludendo dalla scelta possibile le numerose associazioni del volontariato, presenti sul territorio italiano,ritenute un vero e proprio patrimonio di risorse umane disponibili per tutti. Se è vero che sempre più spazio viene riservato,nel sociale, nei campi più disparati all’azione del volontariato – visti anche i buoni risultati conseguiti – è possibile tuttavia ipotizzare per il futuro, in maniera di primo soccorso ed assistenza alla persona colpita da un’ arresto cardio – circolatorio (ACC), un sempre più largo e massimo utilizzo di tali soggetti nella più ampia strategia anti-infarto.


3) NUOVE STRATEGIE DI INTERVENTO FUTURO.


Da tempo è invalsa, per esempio, la prassi di installare i Defribillatori Esterni Automatici (o semi automatici) nel luoghi più diversi e disparati, tutti caratterizzati da grandi concentrazioni di masse, come gli aerei, gli aeroporti, i treni, le stazioni ferroviarie, le navi, gli stadi, gli uffici, i grandi centri commerciali, gli impianti sportivi, (ecc.ecc), con il coinvolgimento nelle operazioni di primo soccorso di soggetti, di solito, non esterni al sistema di gestione dell’impianto o dell’infrastruttura. E’ facile ipotizzare per il futuro, un sempre più massiccio utilizzo di tele personale, appositamente sottoposto a formazione, nei luoghi più diversi e i settori del tutto nuovi. Questi apparecchi, cui si faceva cenno,indispensabili a questo tipo di interventi, sono oggi di un uso estremamente facilitato e possono essere usati, correttamente, anche con un limitato numero di ore di corso di addestramento.


4) SOGGETTI PUBBLICI E COORDINAMENTO TERRITORIALE.


La Protezione Civile, da un lato, e le Centrali Operative del 118 dall’altro, che sono ai vertici del nuovo sistema integrato ,che si profila come futuro possibile, possono assicurare quei compiti di gestione e coordinamento degli interventi e delle emergenze, per l’esperienza, i poteri, i saperi consolidati nei rispettivi campi di azione. E quel che più conta, per la formazione globale e l’addestramento di tutti i possibili utilizzatori di defibrillatori automatici e/o semiautomatici.
L’idea che si fa oggi largo, come nuova metodica di approccio al problema – (partendo dal dato reale, ovvero che è largamente maggiore la probabilità che sul luogo dell’ACC arrivi prima uno di quei soggetti citati, individuabili come potenziali primi soccorritori, rispetto ad un mezzo del SSN (118) allertato dall’attuale sistema d’emergenza) – è quella di realizzare una sempre maggiore dislocazione delle postazioni, fisse e mobili, dotate di defibrillatori, sul territorio, da integrarsi con il sistema di allerta vigente. Un tale progetto non può non essere inserito in una rete territoriale locale, coordinata, che va dal 118 alla DEA (Dipartimento Emergenza – Accettazione), dalle ASL sino alla Protezione Civile, che coinvolge e correla, in una precisa sequenza temporale, istituzioni e forze di tipo diverso.
Tale rete è costituita da soggetti pubblici con i quali dovranno essere costituiti idonei rapporti di collaborazione.
Per tanto sarà necessario ai fini operativi acquisire il consenso dei Sindaci, dei Prefetti, dei Questori, oltre che dei Presidenti di Regione e Provincia.


5) ASSOCIAZIONI DEL VOLONTARIATO E NUOVI COMPITI.


In questo quadro, rinvenendo l’associazione “Le Aquile”, al suo interno, al più ampia convergenza dei suoi aderenti, a sperimentare nuove strade di intervento nel sociale, che non fossero quelle solite della Protezione Civile, che essa pratica fin dalla sua costituzione, è maturata la decisione di dare attuazione ad un progetto di istituzione di una Postazione Mobile, dotata, in aggiunta alle normali attrezzature Kits di primo intervento, di un Defibrillatore Automatico Esterno, di ultima generazione. A tale decisione si è pervenuti anche partendo dal fatto che un tale tipo di intervento e di servizio non potrebbe che costituire il naturale e giusto completamento dei compiti di vigilanza che essa svolge attualmente nelle grandi strutture ed impianti sportivi. Ciò, è chiaro, ove si acceda ad un concetto più ampio di “vigilanza”, che sarebbe riduttivo limitare, come è prassi sovente, alle sole cose ed impianti di sicurezza ed antincendio.Garantire l’intervento di operatori volontari, opportunamente addestrati all’uso di apparecchiature, ed al pronto soccorso nelle sue linee generali,durante lo svolgimento di eventi e manifestazioni con larga partecipazione di pubblico, non può che costituire il giusto corollario di un’azione di vigilanza, che si spinga sino al punto più nobile di garantire la tutela del bene supremo della vita.
Oltre, ed è evidente, a spingere l’associazione, che si volesse cimentare con un tale ambizioso progetto, al superamento dei suoi attuali limiti operativi,per raggiungere a livelli di specializzazione, via via, sempre più alti e riconosciuti, ma utili ed essenziali all’intera comunità.
Come fare? – le tecnologie e la facilità di funzionamento dei Defibrillatori Automatici Esterni (DAE), che attualmente sono costituiti da:apparecchiature semplici da usare, di piccole dimensioni, leggere e robuste ad un tempo, non costituiscono un ostacolo al loro uso, maneggio e trasporto.
Essi inoltre sono costituiti da apparati di facile manutenzione e di installazione pressochè illimitata su di qualsiasi mezzo o veicolo.
Per tanto esso potrebbe essere installato a bordo di un autoveicolo di servizio, in dotazione al sodalizio, adibito a tale preciso compito, quale: Unità Mobile di Defibrillazione.
Nell’ambito dei propri associati e, tra questi, massimamente, tra coloro che avessero già in passato acquisito attestazioni ed esperienze in ambito di pratiche soccorritive e di rianimazione (Corso di base per addestramento al soccorso; Addestramento BLS – D), andrebbe avviata una selezione di volontari da iscrivere a specifici corsi formativi (DP), per laici, diretti all’uso del DAE ed all’ addestramento alle manovre di RCP (Rianimazione Cardio Polmonare), in un rapporto da 1/5 a 1/10 tra defibrillatore e utilizzatore. Tali corsi, condotti secondo standard universalmente riconosciuti ( IRC – AHA), sono tenuti presso i Centri Operativi del 118, i Centri di Cardiologia e quelli della DEA che, all’esito del corso, sono poi tenuti al rilascio dei vari attestati, nulla osta,ed autorizzazioni. I corsi dovranno essere ripetuti ogni sei mesi (retraining).
Un tale progetto non può non essere inserito in una rete territoriale locale, coordinata, che va dal 118 alla DEA (Dipartimento Emergenza – Accettazione), dalle ASL sino alla Protezione Civile, che coinvolge e correla, in una precisa sequenza temporale, istituzioni e forze di tipo diverso.
Tale rete è costituita da soggetti pubblici con i quali dovranno essere costituiti idonei rapporti di collaborazione.
Per tanto sarà necessario ai fini operativi acquisire il consenso dei Sindaci, dei Prefetti, dei Questori, oltre che dei Presidenti di Regione e Provincia.

6) CONSIDERAZIONI FINALI.

A latere delle iniziative logistiche e formative del personale volontario, l’associazione Le Aquile, avvierà specifiche attività di supporto progettuale, che possono consistere:
a) nel istituzione di un sito Web che fornisca ogni utile informazione;
b) nella realizzazione di idonea cartellonistica volta ad evidenziare la presenza di un DEA (defibrillatore) su l’unità mobile e/o nell’area di intervento;
c) nella realizzazione di una tessera di riconoscimento tipo card, da rilasciarsi agli operatori abilitati dell’uso del DAE.
La spesa totale del progetto, può essere ripartita, in relazione ad esperienze note sul campo, secondo il seguente schema:

Acquisto Defibrillatori_________________________________60 – 70 %

Addestramento del personale____________________________20 – 30 %

Piano di comunicazione e logistica_______________________10 – 20 %.

Ed il suo costo varierà a seconda del numero dei mezzi e defibrillatori da acquistare ed in base al numero di persone da addestrare, per cui resterebbe da definire soltanto, in sede operativa decisionale interna, l’ampiezza dell’intervento che si vuole porre in essere.
A tal fine occorrerà valutare la possibilità di autofinanziare, in tutto o in parte, il Progetto Esecutivo, da redigersi in seguito, facendo anche ricorso, ove del caso, a finanziamenti esterni ed all’elargizione di Enti e Soggetti, pubblici e privati, presenti sul territorio, che fossero intenzionati all’iniziativa.
Con riserva di ulteriori integrazioni e miglioramenti di natura strettamente progettuale.

Napoli, addì

LE AQUILE.
IL PRESIDENTE
Antonio Maggio

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