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IL CAMPER SARA' IN PIAZZA DEL GESU' PER TUTTO IL MESE DI GIUGNO
Un'unità mobile per prevenire le malattie cardiache



NAPOLI (Giovanni Burani) – In Italia, dati ISTAT 2004 alla mano, sono 160mila, ogni anno, le persone colpite da ischemia e da infarto (si tratta di un infarto ogni 3-4 minuti). Di queste circa 50 mila (uomini sopra i 45 e donne oltre 65) non ce la fanno a superare la crisi. La letteratura e l’esperienza scientifica mondiale dicono che la possibilità di salvare la persona colpita da arresto cardiaco di riduce del 10% ogni minuto che passa dall’inizio dell’evento, dopo cinque minuti il cervello e il cuore subiscono danni gravissimi, tali da compromettere la stessa sopravvivenza del soggetto rianimato. L’unica terapia efficace e comprovata, che deve essere eseguita precocemente, è la defibrillazione, abbinata ad una rianimazione cardio polmonare. Ed è sulla scorta di questa necessità che nasce il progetto “Cuore protetto” realizzato dall’associazione napoletana “Le Aquile”, organizzazione di volontari che fa capo alla Protezione civile, ed approvato dal comune di Napoli, che vede l’istituzione di un’unità mobile di defibrillazione in piazza del Gesù, in via sperimentale per tutto il mese di giugno. “Recenti studi italiani, dopo l’istituzione del servizio del 118 – spiega Antonio Maggio, presidente dell’associazione e coordinatore dell’iniziativa- hanno dimostrato che la percentuale di sopravvivenza dei soggetti colpiti da arresto cardiaco che giungono al ricovero ospedaliero è del 90%, se la defibrillazione è somministrata entro 4 minuti dall’arresto essa scende al 50%, se tale pratica viene effettuata tra i 4 e gli 8 minuti si arriva al 30%. Un trattamento immediato, entro i termini indicati, con debibrillazione precoce, effettuato da un soccorritore opportunamente addestrato può dunque salvare la vita. Pertanto in via sperimentale abbiamo chiesto e ottenuto dal Comune di Napoli la possibilità di insediare un’unità mobile dotata di defibrillatore in piazza del Gesù per tutta la durata di giugno”. L’idea è quella di realizzare una sempre maggiore dislocazione delle postazioni, fisse e mobili, dotate di defibrillatori, sul territorio partenopeo, da integrarsi con il sistema di allerta vigente. “Un tale progetto –spiega Maggio- non può non essere inserito in una rete territoriale locale, coordinata, che va dal 118 ai dipartimenti di emergenza, dalle Asl sino alla Protezione Civile, che coinvolge e correla, in una precisa sequenza temporale, istituzioni e forze di tipo diverso”. Oltre a predisporre l’unità mobile l’associazione provvederà alla realizzazione di un’idonea cartellonistica volta ad evidenziare la presenza del presidio e ad indicare l’area di intervento.

Da "Cronache di Napoli"
Martedì 31 maggio 2005