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Dal comune arriva
l’annuncio che il piano sarà pronto per il
mese prossimo. Da stabilire la data dell’esodo simulato
Bradisismo:Pozzuoli farà le prove di evacuazione
Intanto il 30 settembre la città ospiterà
per una giornata gli “sfollati”di Portici in
esercitazione
Pozzuoli parteciperà per la prima volta all' esercitazione
nazionale di protezione civile denominata "Vesuvio
2001", che si svolgerà dal 27 al 30 settembre
prossimo. L'ultima di tappa di quest' addestramento, che
partirà dal Comune di Portici, ente promotore dell'iniziativa,
(nell'area vesuviana tali esercitazioni hanno coinvolto
la popolazione di Somma Vesuviana nel 1999 e Trecase nel
2000) avrà luogo proprio nel "capoluogo"
flegreo. Il progetto nazionale "Vesuvio 2001"
è in realtà una semplice esercitazione, che
non ha nulla a che vedere con una simulazione vera e propria
di un piano d'evacuazione: l'obiettivo specifico è
quello di promuovere delle metodologie che servono per fronteggiare
un eventuale "risveglio" del bradisismo.
Questi sistemi d'addestramento, che al cittadino potrebbero
apparire in un primo impatto come un grande gioco, sono
tutta via fondamentali per prepararsi in modo adeguato ad
affrontare il fenomeno sismico. Nella mattinata del 30 settembre,
al porto di Pozzuoli, approderanno con dei catamarani 350
cittadini di Portici che simuleranno lo sgombero dalla propria
città in caso di eruzione del Vesuvio e che, secondo
i piani della Protezione Civile, in un' eventualità
del genere dovrebbero essere traghettati proprio verso il
"capoluogo" flegreo per poi essere trasferiti
via terra verso altre destinazioni. La consistente comitiva
di sfollati "virtuali" (che per la prima volta
in questo tipo di esercitazioni verrà "esodata"
via mare) si trasferirà successivamente in pullman
verso la Solfatara, dove, una volta effettuata la visita
guidata all'interno del cratere, seguirà una conferenza
scientifica sul rischio vulcanico.
"II progetto Vesuvio 2001 " - ci spiega Luigi
Fiandra, assessore comunale alla protezione civile - è
un' iniziativa di rilievo nazionale organizzata dalla protezione
civile in collaborazione con i comuni vesuviani, alla quale
partecipiamo per la prima volta e idi cui noi siamo particolarmente
interessati per il fenomeno del bradisismo. L'Amministrazione
Comunale inoltre farà partire nel più breve
tempo possibile una grande campagna di informazione prosegue
Fiandra- per coinvolgere più cittadini possibili
all'iniziativa". Inoltre l'assessore alla Pianificazione
del territorio, "ha annunciato che presto sarà
presentato il programma di simulazione di fuga che egli
stesso sta elaborando in collaborazione con la Provincia
e la Regione Campania.
"Per l'inizio di settembre, sarà illustrato
nei dettagli il programma di fuga che interesserà
principalmente soltanto Pozzuoli.
"Quello che stiamo elaborando insieme alla Provincia
e alla Regione Campania sarà un vero e piano d'evacuazione
che interesserà alcune arterie della città.
Il progetto Vesuvio 2001 -conclude l'assessore Fiandra-
a differenza del nostro programma, consiste in una semplice
esercitazione, la quale servirà per apprendere i
sistemi di fuga e applicarli quando sarà stabilita
la data della simulazione del piano d'evacuazione."
Dunque, non resta che aspettare di sapere quando anche i
puteolani saranno chiamati a svolgere questo tipo di esercitazione
con il trasferimento di una piccola parte di cittadi-nanza
(quella volontaria, ovviamente) verso altre località.
Per il momento si
la sa soltanto che il nucleo di protezione civile "Le
Aquile” (che collabora attivamente questa iniziativa)
sta effettuando un censimento delle piazzole di raccolta
per la popolazione. Il resto lo sapremo dal Comune.
Alessandro Natale
IL NOTIZIARIO - 24 agosto 2001
Dopo il Vesuvio,
prove sismiche da
stamane nella Solfatara
Prove di resistenza alle onde sismiche, da stamane a venerdì,
nel cratere della Solfatara. Dopo i sondaggi nel Vesuvio,
prosegue l’operazione-Tac nell’area napoletana,
condotta dall’Osservatorio Vesuviano per conoscere
una serie di dati utili per la prevenzione del rischio vulcanico.
Provocando piccole esplosioni artificiali, sarà possibile
registrare il tracciato delle onde in profondità.
«Nel caso dei Campi Flegrei, però, utilizzeremo
cartucce minime, di cinque centimetri, collocate in superficie»,
spiega Giovanni Macedonio, direttore della struttura di
sorveglianza geofisica territoriale. «L’impatto
dovrebbe essere minimo, i botti saranno avvertiti soltanto
nell’area del cratere, certo non si ripeteranno le
scene di panico provocate, tre mesi fa, dalle cariche fatte
esplodere nel golfo puteolano, nel corso della stessa operazione
Tac-sismica effettuata nell’intera zona costiera napoletana».
Sondaggi di routine, dunque. Esperimenti ricorrenti, mai
avvertiti dalla popolazione. Eppure nei giorni scorsi si
era diffusa una certa preoccupazione, non soltanto nell’area
flegrea, forse perchè l’Osservatorio (per la
prima volta) aveva segnalato preventivamente a polizia e
Carabinieri l’avvio dei sondaggi sismici nella Solfatara.
L’immediato intervento del direttore Macedonio e dei
ricercatori impegnati attivamente sul fronte del bradisismo
flegreo, però, sono valsi a ristabilire immediatamente
la realtà delle cose. I dati forniti dalla Tac sismica
potranno risultare preziosi per ricostruire la struttura
morfologica del sottosuolo flegreo, nonchè per individuare
eventuali variazioni di rilievo negli strati superficiali
del cratere messo sotto osservazione. Gli esperimenti saranno
effettuati da oggi a venerdì. Subito dopo, una lunga
fase di studio e di lettura dei dati.
«Abbiamo pensato, stavolta, di avvertire le autorità
di pubblica sicurezza locali proprio per evitare le disfunzioni
e gli allarmismi di qualche mese fa», sottolineano
ancora gli studiosi. Ma quella sera, il 14 settembre, le
cariche fatte esplodere in mare furono davvero male calibrate.
Il tremore fu avvertito non soltanto nelle località
della costa, ma addirittura nelle case del centro storico
di Napoli.
da Il MATTINO 17 dicembre 2001
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Domani mattina
in città gli sfollati di Portici
per l’esercitazione in caso di calamità
Prova di evacuazione a Pozzuoli
Sbarcheranno domani mattina al porto di Pozzuoli i 350 cittadini
di Portici che simuleranno lo sgombero della propria città
in caso di eruzione del Vesuvio. E per la prima volta, la
nostra città parteciperà all'esercitazione
nazionale di protezione civile denominata, appunto, "Vesuvio
2001".
I cittadini vesuviani arriveranno al molo Caligoliano a
bordo di catamarani e da lì, con degli autobus, saranno
trasferiti alla Solfatara dov'è in programma una
giornata specifica sull'argomento.
Pozzuoli, dunque, inserita nel piano d'evacuazione della
popolazione in caso di eruzione del Vesuvio.
Secondi i piani della Protezione civile, infatti, in caso
di calamità sismica, i cittadini di Portici potrebbero
essere traghettati verso la zona flegrea per poi essere
successivamente trasferiti in Umbria.
Il progetto "Vesuvio 2001" è in realtà
una semplice esercitazione con un obiettivo davvero importante:
promuovere delle metodologie che servono per fronteggiare
un probabile risveglio del vulcano partenopeo.
Impegnati attivamente nel programma, sono i volontari del
nucleo di protezione civile "Le Aquile" che per
domani mattina stanno preparando sul porto della piazzole
di raccolta per la popolazione.
Diego De Curtis
da IL NOTIZIARIO – 29 settembre 2001
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SCATTA IL PIANO
DI PREVENZIONE
Dopo Somma e Trecase
Previsto per fine mese
Il terzo allarme simulato
della Protezione Civile
Rischio Vesuvio,
<< prova di fuga>> a Portici
Duemila persone trasferite in treno a Bellaria
FRANCO MANCUSI
RISCHIO Vesuvio, terza esercitazione sul campo. Coinvolgerà
un campione della comunità di Portici (duemila persone)
l'allarme simulato del 29 settembre.
Un'altra «prova di fuga» per verificare i piani
predisposti dalla Protezione Civile in caso d'emergenza
nella vasta area vulcanica vesuviana, che comprende diciotto
Comuni e non meno di ottocentomila residenti. Dopo le prime
du esperienze a Somma e Trecase, saranno affrontati nel
vivo i problemi di una grande città. Simulato l'allarme
per una imminente eruzione, con treni e auto private le
famiglie selezionate per il collaudo saranno trasferite,
al sicuro, nella città di Sellarla, gemellata con
Portici secondo le indicazioni del piano di sicurezza varato
quattro anni fa, non senza difficoltà e polemiche.
Amministratori e responsabili della Protezione Civile, invece,
con le forze dell'ordine, i volontari e i Vigili del Fuoco
dovranno affrontare gli aspetti tecnici, logistici, pratici
dello scenario di emergenza ipotizzato sulla base dei bollettini
diramati dalla Prefettura. In forse (per la concomitanza
con l'appuntamento dei vertici della Nato, a Pozzuoli) la
seconda fase dell'operazione, ipotizzata per
domenica 30 con il trasferimento in nave, dal Granatello
allo scalo della città flegrea, di altre trecento
persone. Un vero e proprio collaudo sul campo, che vedrà
per la prima volta all'opera il nuovo staff dirigente della
Protezione Civile, dopo l'uscita del direttore Franco Barberi,
che del piano Vesuvio era stato il convinto sostenitore
negli ultimi anni. Con il Capo Dipartimento, Guido Bertolaso,
e il responsabile della sala operativa centrale, Elvezio
Galanti, saranno ovviamente impegnati in prima fila il Prefetto
Ferrigno, il direttore dell'Osservatorio Vesuviano, Giovanni
Macedonie, e il comandante genera le del Corpo dei Vigili
del Fuoco, Alberto D'Errico, che coordinerà le diverse
fasi dell'operazione. I dettagli organizzativi della terza
«prova di fuga», comunque, saranno concordati
nei prossimi giorni, nel corso degli incontri con il sindaco
Spedaliere e i responsabili delle strutture comunali coinvolte
non soltanto nella macchina dell'esercitazione, ma anche
dalla delicatissima opera di informazione del piano di sicurezza,
nel suo complesso. Sono previsti, sia a Portici che a Bellaria,
momenti di confronto diretto dei cittadini con studiosi
e amministratori pubblici. Scuole, fabbriche, comunità
sociali, strutture familiari, dunque. Tutti protagonisti,
almeno per un giorno, di una prova Simulata che non può
e non deve essere interpretata come episodio isolato, orchestrato
dalle amministrazioni centrali soltanto per la necessità
di mettere a punto gli aspetti tecnici della simulazione.
L'importanza maggiore del piano di sicurezza predisposto
per le popolazioni dell'area vesuviana punta giustamente
sul versante divulgativo. L'obiettivo primario di una concreta
politica di prevenzione del rischio vulcanico, insomma,
non può trascurare l'esigenza di una sempre più
capillare educazione sui temi della conoscenza del territorio
e dei comportamenti da seguire nel caso di un'improvvisa
emergenza.
da IL MATTINO di Napoli
Domenica 16 Settembre 2001
Rischio Vesuvio
a scuola, Barberi ai corsi di formazione per volontari
Saranno estesi a tutte le scuole superiori dell’area
metropolitana i corsi di formazione promossi dalla Provincia
per creare nuclei territoriali di operatori della Protezione
Civile. L’impegno, dell’assessore Marcellino
D’Auria, confermato ieri mattina a Pompei, nel corso
della cerimonia conclusiva del primo ciclo sperimentale
organizzato per allievi e docenti del comprensorio stabiese,
nell’aula magma del liceo Pascal. Ospite d’onore
il vulcanologo Franco Barberi, da due mesi nominato consulente
del Governatore della Regione, Antonio Bassolino, per i
problemi legati alla difesa dell’ambiente e alla prevenzione
delle catastrofi naturali. La consegna degli attestati ai
nuovi volontari ha sancito il successo dell’iniziativa,
al di là di ogni previsione. Le richieste di partecipazione
sono state superiori ai posti disponibili, tanto da convincere
gli amministratori della Provincia, d’intesa con il
Provveditorato agli Studi e l’Osservatorio Vesuviano,
a promuovere una seconda stagione di lezioni, dalla prossima
primavera, in tutti gli istituti dell’area napoletana.
«Un territorio particolarmente esposto ai rischi dei
disastri ambientali - ha sottolineato Barberi -. Qui non
c’è da difendersi soltanto dai vulcani e dai
terremoti, ma anche dalle insidie delle frane, delle alluvioni,
per non parlare della piaga degli incendi boschivi e dall’incubo
dell’inquinamento industriale». Rischio Vesuvio,
dunque, ma non soltanto. Con D’Auria e il preside
Enrico De Simone, sono intervenuti i vulcanologi Lucia Civetta,
Giulio Zuccaro, Rosella Nave. I corsi di «emergenza»,
organizzati dal dirigente scolastico Luigi Vocca e da un
team di docenti coordinati dalla dottoressa Loredana Lignola,
saranno sintetizzati in una pubblicazione destinata ad allievi
e docenti di tutte le scuole superiori dell’area metropolitana.
Nel pomeriggio Franco Barberi ha presieduto, in Regione,
la seduta della commissione tecnico-scientifica incaricata
di predisporre il piano degli interventi per la difesa del
suolo e delle risorse ambientali della Campania. Le conclusioni
del gruppo di lavoro, dopo l’approvazione in Giunta,
saranno illustrate nel corso di una conferenza stampa con
il presidente Bassolino e l’assessore alla Protezione
Civile, Simoncelli.
Da il Mattino 19 dicembre 2001