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Vesuvio,
duemila in fuga dall'eruzione simulata
Oggi lo sgombero in diciotto
comuni della zona rossa
FRANCO MANCUSI
È il giorno della fuga dall'eruzione simulata. Nei
diciotto comuni della zona rossa vesuviana finalmente c'è
tensione per la prova generale di esodo organizzata dalla
Protezione civile. Da Portici e San Sebastiano, da Torre
del Greco a Boscoreale, da Pompei a Trecase scuole, fabbriche,
comunità parrocchiali sono mobilitate per l'esercitazione
sul campo che scatterà sta- mane. Sulla base degli
ultimi, drammatici ( immaginari) bollettini dell'istituto
nazionale di Geofisica, il comprensorio a più alto
rischio vulcanico dovrà essere evacuato, per guadagnare
tempo sull'incubo di una possibile eruzione.
Sinora, bisogna riconoscerlo, non tutto ha funzionato all'interno
della complessa macchina di pronto intervento allestita
dalla Protezione civile,dalla prefettura, dagli enti locali.
La vera prova del nove, però, sarà quella
di oggi, che impegnerà direttamente ventina di famiglie
per ciascun comune della zona rossa, pur coinvolgendo nelle
operazioni di fuga tutta la popolazione vesuviana: non soltanto
i settecentomila residenti stabili, ma anche cinquantamila
fra stranieri e cittadini, pendolari. Una massa che, in
caso di reale emergenza, potrebbe diventare incontrollabile.
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Di buon mattino la dichiarazione dello stato di allarme
(che non significa ancora eruzione, va rilevato) e l'ordine
di procedere all'evacuazione. Novità importante del
piano di sicurezza: gli sfollati non partiranno subito volta
delle regioni d'Italia gemellate, ma saranno temporaneamente
accolti in sei cheick-pouit della Campani, più località
di partenza, per evitare i disagi di un possibile falso
allarme. Dopo aver trascorso la giornata nei campi di Nola;
Avellino,.Baronisi, Capuo, Marcianise, Caivano, infatti
i duemila «campioni» di cittadini vesuviani
evacuati faranno tranquillamente ritorno a casa nel corso
4 ella serata, essendo destinato a rientrare, all'ultimo
momento, l'allarme-eruzione simulato. Come saranno scelti,
i duemila volontari pronti a far da battistrada per collaudare
l'efficienza dei piani di sicurezza e di prevenzione? Sulla
base delle domande presentate agli uffici
comunali, si è deciso di privilegiare la partenza
di piccoli nuclei familiari, al completo, di scolaresche,
di giovani studiosi impegnati nel racconto delle vicende
storiche e delle cronache locali. Per favorire i collegamenti
fra le diverse strutture operative, anche oggi sarà
possibile utilizzare le frequenze del canale 103.3 Isoradio
Rai, che assicurerà una fitta rete di servizio.
Ieri, intanto, nell'area degli scavi di Somma Vesuviana,
archeologi e vulcanologi hanno dato prova degli straordinari
progressi realizzati dalla Protezione Civile nazionale in
tema di tutelai della zona rossa dei beni culturali dai
rischi delle calamità naturali. All'opera, fra i
tesori della sfarzosa villa augustea affidata alle cure
di un team giapponese, studiosi italiani ed europei guidati
dall'ex sottosegretario Franco Barberi. Una sequenza di
grande suggestione, filmata momento per momento da telecamere
ed agenzie fotografiche internazionali. Geofisici, tecnici,
vigili del fuoco, volontari all'opera per mettere al sicuro
prima le opere d'arte, poi le strutture storiche del monumento
romano virtualmente minacciato dai pericoli di una nuova
eruzione, distruttiva come quella del 79 dopo Cristo, che
devastò Ercolano e Pompei Una prova più del
prestigio conquistato dalla Campania nel settore dei beni
artistici e storici», ha sottolineato Stefano De Caro,
soprintendente regionale ai Beni culturali. I risultati
dell'operazione saranno diffusi nei dipartimenti accademici
specializzati di tutto il mondo.
Da “IL MATTINO” 22 ottobre 2006
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